Diario di viaggio REGNO UNITO 
cornovaglia 2005
st.ives
Data inizio viaggio: sabato 6 agosto 2005
Data fine viaggio: venerdì 19 agosto 2005
"Cream tea service", questa scritta appare spesso appesa fuori da case e cottage via via in tutte le strade, viuzze,sentieri della Cornovaglia; è il leitmotiv gustoso,dolciario,delicato e tipicamente british di questa terra. Ma cos'è il cream tea? Un tè delle 5 o giù di lì, con l'aggiunta di fette di freschissimo pane cornovagliese, crema di panna genuina e marmellata di lamponi o fragole. Non si può viaggiare in Cornovaglia e non fermarsi almeno una volta a gustare questa ghiottoneria! Certo non proprio dietetica.
Questo viaggio nel sud ovest dell'Inghilterra ci è rimasto nel cuore e forse - quanto a paesaggi ed atmosfera - è stato uno dei viaggi più emozionanti mai fatti negli ultimi anni.
La pubblicità dell'ente del turismo locale recita con molta verità, da noi verificata "The West we like best" e tra i top ten dei luoghi maggiormente visitati spiccano St.Michael's Mount ( l'equivalente cornish del Mont Saint Michel francese, ben più famoso), The Lizard Peninsula, Tintagel ed i territori di Land's End, l'estrema propaggine inglese verso l'Oceano Atlantico, verso l'Ovest ed il Nuovo Mondo.
La prima cosa che noti quando arrivi in UK è il discreto silenzio, una società silenziosa, priva di alcuna agitazione, ma soprattutto senza disordine. La mitica "queu" spicca ovunque, al supermercato, alla bust stop o nel pub. Occhi chiari, pelli bianche, forme rotondette, gesti precisi e meditati, lo sguardo un po' distante (non sempre), il rispetto delle regole, l'educazione sistematica e le buone maniere; un paese dove l'individuo esiste, dove ogni cosa è al suo posto, dove l'umano è rispettato e gode della stessa importanza e dello stesso interesse da parte dell'organizzazione-società, senza troppe distinzioni di sesso, ceto, cultura, religione. Scriveva così ( nell'"Ultimo amico" Bompiani, 2004) più o meno il grande scrittore maghrebino Tahar Ben Jelloun, anche se in quel caso a proposito della società svedese. In Britain forse c'è meno distanza e più socievolezza, più calore sicuramente: anzi quest'anno in Cornovaglia non abbiamo mai trovato una persona scortese, tutti affabili, ciarlieri, socializzanti ed innamorati dell'Italia e sentite sentite...anche degli italiani!
Abbiamo volato con Ryan Air da Orio al Serio(Bg) a Londra Stansted: ottima compagnia low cost (anzi la migliore, più seria e sicura) ed abbiamo speso circa 100 euro in due, per A/R.
Il noleggio dell'auto Hertz (una nuovissima Ford Focus 1.6) ci è costato solo 20 euro al giorno, una bazzecola con la convenzione RyanAir-Hertz. Parlo di euro perchè volo e rent-a-car sono stati pagati in anticipo in Italia. E' più conveniente.
Da Stansted Airport ( a nord di London ) alla Cornovaglia ci sono almeno 500 km di ottime superstrade ed autostrade, senza pedaggio ( in UK non si paga - è risaputo - ad eccezione di un breve tratto intorno a Londra con paytoll recentemente introdotto e mal digerito subito dagli inglesi abituati da sempre alle loro M1,M3,M5... gratuite ).
Il ns "campo base" è stata la splendida e pittoresca cittadina di St.IVES, sulla costa nord, quasi sulla punta di Land'sEnd: e da lì abbiamo fatto tutti i ns giri ( al massimo nel raggio di 70-100 km), avendo preferito scegliere un hotel fisso per tutto il soggiorno (Howards Hotel a Carbis Bay,St.IVES) al classico B&B per una serie di motivi.
Primo: in alta stagione - agosto - i B&B migliori ( per esperienze riferite da amici inglesi) sono i più gettonati e spesso avremmo rischiato - dandoci all'avventura - di viaggiare con l'ansia del non trovare posto o del dover bussare a troppe porte per rimediare una camera. Oggi la differenza tra pernottamento in B&B e hotel non è più così abissale come una volta, anzi in molti alberghi si spende meno. Insomma anche gli inglesi si sono fatti molto furbi con i loro storici Bed & Breakfast!
Secondo: la Cornovaglia è una regione piccola che permette di effettuare tour giornalieri non stancanti e con la certezza del sicuro e tranquillo approdo al proprio "campo base"/hotel in orari anche molto british per la cena ( dopo le 21.00 non è facile trovare food, le loro abitudini ormai le conosciamo tutti: mangiano prestissimo anche in vacanza, gli inglesi).
terzo: l'hotel da noi scelto ( che consigliamo spassionatamente) ha offerto tanti servizi in più, tra cui spicca la piscina riscaldata.
Le mete turistiche assolutamente da non perdere ( e per le quali, senza bisogno di perdere tempo qui, rimandiamo ad una buona guida, ma soprattutto al sito "visitBritain" del British Tourist Office in Italia che gratis invia valido materiale turistico su semplice richiesta) sono:
St.IVES E CARBIS BAY - IL PENWITH TOUR (cioè il tour della penisola del Penwith, all'estremo ovest, che comprende i famosi siti di LAND'S END, ZENNARD POINT, GUNNARD COVE, THE MINACK THEATRE, NEWLYN, MOUSEHOLE, VARIE MINIERE etc.) - THE LIZARD PENINSULA ( costa sud) con HELSTON, LIZARD POINT, HELFORD PASSAGE, VARIE COVES (baie), TRURO, ST.AUSTELL - FALMOUTH - FOWEY - TINTAGEL CAMELFORD (la zona di Re Artù e dei suoi cavalieri) - PENZANCE - ST.MICHAEL'S MOUNT - NEWQUAY E PADSTOW - PORT ISAAC - BODMIN MOOR E JAMAICA INN - LE ISOLE SCILLY( a due ore di motonave da Penzance, oltre Land'sEnd).
CORNOVAGLIA 2005
mercoledì 10 agosto 2005
Ed ora alcuni punti di riflessione sul ns viaggio, così alla rinfusa, come ci vengono in mente:
La lingua inglese. Ci siamo sempre domandati in questi 13gg di viaggio a cosa siano serviti i tanti corsi di inglese cui noi italiani ci sottoponiamo sistematicamente, obbligatoriamente o meno sin da bambini ( a scuola e non) se poi nell'uso quotidiano la semplicità ed immediatezza di questo idioma ormai universale ci fa intendere che con un centinaio di parole base e due o tre verbi fraseologici ( tipo l'onnipresente "to get") si può fare ampiamente la nostra bella figura. A condizione di non avere timore di sbagliare, di lanciarsi senza vergogna, di ascoltare molto i loro modi di dire e di aver una pronuncia accettabile, Di non vergognarsi a parlare in idioma forestiero, come spesso capita a molti italiani all'estero, qualunque sia la lingua. Impariamo una cosa basilare: la lingua è sempre in evoluzione, non è statica, le regole grammaticali di cui siamo stati infarciti cambiano e spesso non vengono neanche applicate nell'uso quotidiano ( e quindi perchè chiamarle regole se ormai disattese dalla maggior parte?) e la pronuncia varia da luogo a luogo in maniera sensibile e sorprendente ( come da noi del resto). A tal fine linguistico, consigliamo il simpatico saggio autobiograficoi di un simpatico scrittore (che di mestiere fa l'interprete a Bruxelles, alla UE), Diego Marani ("Come ho imparato le lingue",Bompaini Saggi).
La cucina inglese e la sua brutta fama, Reputata una cucina minore rispetto alla nostra, alla francese spagnola o cinese. Niente di più sbagliato enon vero. Ci sono alcune specilaità, originalissimi accostamenti molto cornish tra carne e pesce ( "surf & durf ne è un esempio) difficilmente riscontrabili nelle nostre esperienze culinarie italiane. Piatti composti, ottimamente confezionati e presentati, più adeguati a saziare gli appetiti sfrenati. Fidiamoci ciecamente del menu del giorno: quando lo chef consiglia "the catch of the day" possiamo stare sicuri che non ci imbroglieranno questi inglesi. Il pescato sarà veramente del giorno! Le nostre esperienze migliori le abbiamo fatte a "The Fire Engine Inn" a Marazion borgo, con spettacolare vista al tramonto su l'isola di San Michele con l'alta marea e al "The Mousehole Inn" di Mousehole, poche miglia a nord di Penzance, pittoresco e suggestivo borgo marinaro in direzione di Land's End e The Minack Theatre.
E poi noi italiani cerchiamo di non fare sempre i soliti quando mangiamo all'estero: cerchiamo di dimenticare psta, pizza e mozzarella ed affidiamo per lunch ad una loro cornish pastry ed una buona birra. Non ce ne pentiremo!. Ed i prezzi? Carissimi come dicono? Neè più nè meno che come nella nostra ultracara eurolandia. Certo basta non toccare il vino (caro) e l'acqua minerale (per noi italiani insostituibile, per loro una bibita come la Cocacola), affidandosi alle loro strepitose birre (qui come in tutta la GranBretagna chiamate !ale" per differenziarle dalle continentali "lager") della zona di St'Austell. Birre che si accompagnano bene alla carne come al pesce ( ovvio il fish & chips su tutti). Birre poco schiumose secondo il gusto british non eccessivamente fredde e gelate come la moda americana erroneamente insegna, dal colore leggermente ambrato, alcune dal retrogusto speziato. La "St'Austell Brewery" produce un'ottima ale che ha vinto l'Oscar mondiale nel 2004: la TRIBUTE, ha battuto ben più affermate birrerie e colossi multinazionali tra i birrifici.
Troverete fish&chips ovunque e fidatevi ( si trata quasi sempre di merluzzo) che le porzioni sono abbondanti e riccamente accompagnate da vari corntorni. Quindi unpasto completo a prezzo controllato e modico. Anzi quando restaurant e pub sono chiusi o non offrono più cibo ( quasi sempre dopo le 21.00) l'unica speranza per rifocillarsi è trovare un fish&chips, anche takeaway, ancor aperto.
La guida in auto. Gli inglesi ed in special modo la gente cornish è molto disciplinata ed educata in auto. Ma non imbecilli, anzi... Le rotonde, le rotatorie le hanno inventate loro ( i famosi "roundabout") e sostituiscono validamente in molti casi gli incroci semaforizzati, con minor rischi di incidenti e traffico meno congestionato. Sembrano rallentare, ma non è vero! Il timore per la guida a sinistra si vince nel giro di una giornata e con l'auto a nolo, inglese - quindi volante a destra -, si è facilitati rispetto alla guida con la nostra propria auto con volante a sinistra. certo bisogna stare attenti e ricordarsi di guardare, al contrario, a destra, immettendosi nel traffico e nei sorpassi. Dopo un po' di adattamento scomparirà la paura e la tensione.
Quando un inglese ci fa "le luci", cioè lampeggia con gli abbagalianti, è solo per farti passare e lasciarti cortesemente il transito in una "one carriage road". E ce ne sono molte in Cornwall, dove molte strade sono veramente piccole ("narrow") e prevedono zone di scambio, come nei treni mono track. Invece da noi il lampeggio serve solo ad avvisarti della prossimità di una pattuglia della Stradale o di un autovelox o come risposta maleducata. Ecco la differenza sostanziale tra noi e loro in fatto di guida.
I gabbiani della Cornovaglia. I famosi "seagull" sono cari, belli, eleganti, giganti, ma molto molto fastidiosi e pericolosi. Guai mangiare un cono gelato sulla banchina di un porticciolo: il gabbiano ti può planare addosso in un attimo e mangiarti tutto il gelato in un secondo, rischiando anche di beccarti e quindi ferirti. Sono voraci e onnivori, mangiano tutto. Abbiamo assistito sulla spiaggia-banchina di Porthleven alla battuta di caccia agli avanzi effettuata da uno stormo di seagull quasi inferociti ed affamati sui resti di un banchetto di umani. Hanno divorato tutto, spaccato stoviglie e bicchieri e messo in fuga i commensali del dehors del ristorante. Ad una bimba di neanche tre anni, in braccio al suo papà, il gabbiano ha letteralmente sfilato il gelato dalle manine, tra pianti ed urla di spavento. Ecco perchè ovunque per dissuadere questi uccelli e disabituarli nel loro comportamento viene invitato il turista a " please don't feed the seagulls, it's very dangerous".
Ovviamente ha giocato a ns favore il tempo soleggiato per tutto il periodo, un tepore inconsueto per questa latitudine (20° C al sole e di notte si dormiva con il piumone!).
Dimenticavo una simpatica precisazione: la titolare dell'albergo, signora Teresa Terry Jeavon aveva riservato per noi due ospiti italiani la camera più bella, accogliente, con letto a baldacchino ed una splendida vetrata con vista sulla baia di St.IVES e Carbis, presidiata dal famoso faro oceanico immortalato da Virginia Woolf nel suo famoso romanzo "Gita al faro".
Per ogni e qualsiasi altra notizia, non esitate a contattarci: nei limiti del possibile e delle nostre conoscenze saremo ben lieti di dare suggerimenti ed indirizzi utili.
fabrizio e rossana, milano
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